Il quadrante tra San Giovanni e l'Appia è Roma che vive di quartiere: mercati, palazzi umbertini, la Caffarella a due passi. E in via Cesare Baronio 42, all'Alberone, c'è la casa deRione dell'Appia: cucina romana a volontà, da €19,90.
Pubblicato il 13 agosto 2026 · dalla cucina di deRione · ★★★★★ 4,6/5 su Google
Qui Roma smette di essere cartolina e torna città vera. L'Appio Latino è il quartiere cresciuto tra le due guerre lungo la via Appia Nuova: palazzi solidi, botteghe storiche, il mercato rionale, e la metro A che lo cuce al centro in dieci minuti. A nord c'è San Giovanni con la basilica e le piazze; a sud il parco della Caffarella, la campagna romana rimasta dentro la città, dove il quartiere corre, porta i cani e smaltisce i pranzi della domenica.
A tavola, il quadrante ha una regola non scritta: qui si mangia romano. È zona di trattorie e di famiglie che cenano fuori il venerdì — un pubblico che non perdona, ed è il motivo per cui ci siamo messi in mezzo.
Il termometro del quartiere sono i suoi mercati rionali: la mattina l'Alberone e le vie intorno alla piazza si riempiono di carrelli e di conversazioni sul prezzo dei carciofi, e chi vuole capire cosa si mangerà la sera nelle case deve solo ascoltare. È un quadrante dove la spesa si fa ancora parlando col banco — e dove un ristorante, per farsi rispettare, deve reggere il confronto con le cucine di casa. Sfida accettata.
La sede sta in via Cesare Baronio 42, zona Alberone, a circa cinque minuti a piedi dalla metro A Furio Camillo. La formula è quella del Rione: 5 sfiziosità per aprire, poi le calate di pasta a volontà — carbonara, amatriciana, cacio e pepe, gricia — con campana e Kit Scarpetta, finché dici basta.
€19,90 a persona, acqua e coperto inclusi; Super Calata €25,90 con secondi, contorni e vino senza fine. I dettagli su quanto costa un all you can eat a Roma.
Metro A Furio Camillo o Ponte Lungo; in superficie, le linee della via Appia Nuova. In auto, il quartiere è più clemente del centro ma il venerdì sera merita un giro d'anticipo.
San Giovanni, Re di Roma, Alberone, Colli Albani, Tuscolana bassa: tutto il quadrante sud-est arriva in pochi minuti, coi mezzi o a piedi.
Il giro giusto: passeggiata nella Caffarella quando il sole cala — dall'ingresso di largo Tacchi Venturi si entra nella campagna romana vera, tra torri medievali e pecore che non sanno di stare in città. Risalita verso l'Alberone per l'aperitivo di quartiere, e cena da deRione quando la fame è diventata seria. Se dopo cena resta benzina, San Giovanni e le sue piazze sono a una fermata di metro.
Per le tavolate — compleanni, squadre, famiglie della domenica — vale la guida ai gruppi numerosi: la formula qui dà il meglio, e il conto resta una moltiplicazione.
Un'ultima nota per chi viene da fuori quadrante: l'Appio è una delle zone meglio collegate di Roma — la metro A la attraversa con tre fermate utili (Ponte Lungo, Furio Camillo, Colli Albani) e l'Appia Nuova è servita dai bus a tutte le ore. Tradotto: è il posto giusto dove far convergere una compagnia sparsa per la città, perché nessuno ha la scusa del «troppo lontano».
In via Cesare Baronio 42, 00179 Roma — zona Alberone, Appio Latino, a circa cinque minuti a piedi dalla metro A Furio Camillo.
Sì: due fermate di metro A (Furio Camillo) o una passeggiata lungo l'Appia Nuova. Anche Re di Roma e Colli Albani sono a distanza pratica.
Il menù delle Calate €19,90 a persona con acqua e coperto inclusi; la Super Calata €25,90 aggiunge secondi, contorni e vino senza fine.
Nel weekend sì, il quartiere esce a cena: online è gratis, un minuto, annullabile fino a 24 ore prima.
Sì, il formato è nato per quello: fino a una quindicina di persone prenoti online, per gruppi più grandi conviene contattare direttamente la sede che ti organizza il tavolo lungo.
Dalla metro Furio Camillo alla campana ci sono cinque minuti a piedi: prenota e vieni a dire «Calaaa».